Nel loro insieme garantiscono una ricettività che nel periodo estivo raggiunge le 800-900 presenze, molte delle quali anche straniere.
Strategicamente importante per la valorizzazione e la riqualificazione dell'intero territorio costituente la Comunità Montana Val Ceronda e Casternone, è il percorso attrezzato per mountain bike che si estende per una lunghezza complessiva di 74 km dall'ingresso del Parco Regionale La Mandria, in località Bizzaria, sino al Comune di Fiano,con la possibilità del collegamento in quota al Santuario della madonna della Bassa (mt 1.152) ed al Colle della Partia (mt 1328), per raggiungere quindi il Colle del Lys, questi ultimi entrambi nel comune di Val della Torre. L'opportunità offerta ai numerosissimi amanti di questo sport è amplissima e garantisce percorsi di varia difficoltà sempre in paesaggi di unica bellezza.
Da non trascurare inoltre, sono le possibilità offerte agli amanti delle passeggiate e delle escursioni a piedi percorrendo sentieri, mulattiere e piste forestali che consentono di raggiungere punti panoramici, quali il Monte Bernard e la Costa Bella, e di incontrare sul cammino le numerose fontane, particolarmente preziose nel periodo estivo: Fontana 'd l'Aris, Fontana del Basso di La Cassa, Fontana 'd La Ciarsera, Fontana 'd la Miola ed altre, il tutto in un ambiente naturale assolutamente integro.
Su tutto il territorio è possibile effettuare la raccolta dei funghi previa regolarizzazione con apposito tesserino, per il rilascio del quale occorre rivolgersi presso gli uffici della Comunità Montana con sede a Givoletto.
Il torrente Ceronda offre inoltre la possibilità di praticare la pesca sportiva in un'acqua particolarmente limpida e pulita dove sono presenti: trote fario ed iridee,alborelle e vaironi nel tratto più a monte, mentre nel tratto successivo, sino all'ingresso del torrente nel Parco della Mandria, si aggiungono anche cavedani, barbi e lasche. La pesca è libera, ma è necessario essere in possesso della licenza di pesca di tipo "B2".
Degni di nota sono anche i piloni votivi distribuiti sull'intero territorio e che fanno parte della tradizione e della cultura della zona. La Comunità Montana ha avviato un progetto per il loro recupero che si concluderà con la pubblicazione di un itenerario guidato al fine di valorizzare questi beni che sono un patrimonio collettivo.