Il Sindaco scive
Cari Concittadini,
è proprio vero che a volte per far bene si finisce col far male!
La Giunta Comunale aveva pianificato per quest'anno la realizzazione di un proprio preciso punto
programmatico: l'invio ai contribuenti del bollettino
ICI già calcolato nell'importo.
La logica alla base del nuovo servizio era semplice: se è vero che il Comune è
obbligato a controllare "ex post" i versamenti ricevuti dai contribuenti, è
anche vero che se tale attività viene anticipata ed effettuata ex-ante si sollevano
i contribuenti dall'obbligo di calcolare in proprio o di farsi calcolare da
CAF o professionisti
l'imposta dovuta. Indubbiamente un approccio più orientato al cittadino ed in linea con
il codice del contribuente.
Per questo, dopo l'attività di verifica sui versamenti
ICI degli anni dal 2002 al 2006
che ha permesso di aggiornare la banca-dati sul patrimonio immobiliare la Giunta nei mesi scorsi
ha avviato le attività per fornire il nuovo servizio, con i relativi impegni di spesa.
In questo quadro, a pochi giorni dal pagamento del tributo il Consiglio dei Ministri ha deciso
l'eliminazione dell'
ICI sulle "prime case", sulle relative pertinenze e le situazioni equiparate.
I nostri bollettini (resi così per la maggior parte inutili) stavano arrivando ai contribuenti
proprio in quei giorni, e qualcuno ha visto in tale attività un esempio di spreco di denaro pubblico,
e la cosa è senz'altro vera, ma assolutamente non imputabile al Comune.
Il Comune ha anzi dovuto predisporre con urgenza attività informative aggiunte per evitare
che i bollettini con l'imposta calcolata secondo la legge previgente venissero usati per errore dai
contribuenti che confidavano nella provenienza dal Comune dei bollettini stessi.
Inoltre l'Ufficio Tributi è stato chiamato ad un intenso lavoro di sportello per
ricalcolare gli importi dell'imposta dovuta, a fronte delle numerosissime richieste (e proteste)
dei contribuenti che chiedevano chiarimenti.
Lo spreco di denaro comunale c'è sicuramente stato, ed è sicuramente riconducibile
ad una decisione presa da un altro livello istituzionale che ha reso inutile una spesa già
effettuata dal Comune (la predisposizione e l'invio dei bollettini) e necessarie nuove spese
(attività informativa e maggiori costi).
Senza contare il "danno politico" non quantificabile derivante dal risultato di far
apparire come "spreco" un'attività amministrativa pianificata e perfettamente
coerente con la normativa preesistente, attività resa inutile a pochi giorni dal
pagamento del tributo con un atto sicuramente stridente con il concetto di "sussidiarietà"
alla base dell'ordinamento statuale dopo la riforma del titolo V della Costituzione.
Per questo la Giunta Comunale ha deciso di chiedere alla Presidenza del Consiglio il rimborso
di quanto speso senza poter - proprio malgrado - fornire il servizio preventivato ai propri contribuenti.
IL SINDACO
NEPOTE Giovanni