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30 Settembre 2007 - Il discorso del Sindaco di LLambi Campbell

AI MIEI FRATELLI ITALIANI - (traduzione di G.Fauro)

In questi ultimi 4 anni il paese di Llambi ha vissuto avvenimenti che, qualche volta senza accorgesene, possono giugere a porre un punto fisso nella sua storia per l’impatto sociale, culturale, economico.

Non parlo delle case, dell’asfaltatura delle strade, della illuminazione pubblica, Parlo di salute migliorata attraverso l’edifico del Ambulatorio Medico, parlo dello sviluppo della Casa del Bimbo, della scuola speciale, del progetto del centro culturale perché essi signicano crescita, dignità, cambio di mentalità, progresso umano.

Ma quello che viviamo oggi è un avvenimento unico. Il nostro Gemellaggio con la Cassa significa un sacco di cose vincolate agli affetti, alle emozioni, alla nostra storia, al nostro presente e foondamentalmente al nostro futuro.

Da un lato è l’incontro con le nostre radici. E’ un omaggio che questi Figli di Llambi fanno a quei Gringos (gli Italiani) che giunsero con le loro povere valigie, però piene di paura e di speranze, di piani e di coraggio, con il desiderio di rimpiazzare la distruzione dei cannoni con il pianto dei bimbi che nacquero in questa terra, con il nitrito dei cavalli, con il rumore del martello sull’incudine.

Al enorme dolore dello sradicamento si contrappone la pace conquistata in nuove terre. All’enorme dolore dei famigliari lontani si contrappone la felicità di stare meglio.

Trascorrono gli anni, passano alcune generazioni: ciascuno sperando di tornare , ciascuno sperando di rincontrarsi. Oggi riceviamo in un focolare nuovo i discendenti di quei famigliari dai cuali un giorno i nostri avi dovettero separarsi. Desideriamo mostrar loro che i semi che loro hanno portato seco, si sono moltiplicati in questa terra irrorata dal sudore e dalle lacrime di uomini e donne immigrati.

E’ questa è l’altra idea che ci afferra: il gemellaggio con il sentimento inafferrabile, poderoso, emozionale che ha la fratellanza, a volte più forte del sangue.

Con il desiderio di condividere non solo una origine comune, ma anche un futuro con progetti comuni. Questa è la reciproca resposabilità che ratifichiamo con questo atto, i Dirigenti dei paesi di La Cassa e di Llambi , per i nostri nonni e per i nostri figli ed avendo così tanti amici come testimoni. Oggi comincia un’altra storia per ambo i paesi!

E prima di terminare desidero far giungere il nostro saluto al Sindaco di La Cassa ed a tutti i suoi abitanti. Desidero manifestare il riconoscimento emozionato ai nostri visitatori que sono venuti da tanto lontano per stare insieme ai llamibicensi in questo giorno memorabile, a firmare questo patto di fratellanza ed alla commissione per il gemellaggio che ha lavorato così appasionatamente durante molti mesi e che già ha un nuovo obiettivo.

Il nostro ringraziamento a tutta la gente di llambi e della ragione circostante che si sono uniti a noi in questo giorno di felicità in cento modi diversied a tutti i presenti que condividono con noi questo giorno storico.

In questo giorno di emozioni cosi intense, di profonde riflessioni, riempito di simbolismo e segnali, brindo alla vita ed alla allegria che ci porta. Brindo ai sognatori ed ai loro sogni, quelli di ieri, quelli di oggi e quelli di sempre. Brindo infine ai militanti per la vita !

30 Settembre 2007 - Il discorso di Raul Munaretti

Presidente della commissione per il gemellaggio - (traduzione di G.Fauro)

Autorità presenti, Amici, fratelli di La Cassa, gente mia di Llambi, terra che amo profondamente.

Chiedo scusa per allontanarmi un po’ dal protocollo di questo atto così importante, però avrei piacere di avere al mio fianco le persone che hanno partecipato a questo gruppo di lavoro, che abbiamo chiamato Commissione per il Gemellaggio giacchè sono qui in loro rappresentanza parlando a voi.

E’ per me una cosa molto spciale giungere a questo momento, e voi lo sapete bene, perché sto prestando la mia poca voce e la mia emozione per esprimere quello che significa per tutto questo gruppo di persone della Commissione per il Gemellaggio, quanto fatto, questo gesto, questo atto, che ci converte fratelli di una comunità italiana, nella provincia di Torino , che si chiama La Cassa.

Da quando ci siamo conosciuti con Giuliano ci siamo incontrati su un argomento comune che è il nostro amore per la musica, in specie del folklore argentino. La musica ha fatto il suo e giorno dopo giorno ci siamo conosciuti sempre più ed abbiamo superato la distanza attraverso Internet, un media che stava a nostra diposizione.

Questo fu l’inizio della nostra amicizia virtuale che si convertì in raltà il martedì 25 settembre cuando abbiamo potuto stringerci in un grande abbraccio.

In qualcuna delle nostre chiaccherate il tema fu quello dei Gemellaggi tra l’Italia e paesi della nostra Argentina. Questo era un progetto del nostro comune che non si era potuto concretarsi prima. Questa fu una scintilla che ha acceso questo fuoco, che entrambi non tenemmo idea della portata che ebbe.

Perché gemellarsi e perché con l’Italia.

Se osserviamo la storia, fondamentalmente agli inizi della nostra comunità, scopriamo che molti dei nostri primi abitanti erano immigrati italiani, di differenti zone, con il predominio delle grandi regioni del nord.

Questo gruppo che si è unito per sviluppare il progetto di gemellarsi, ha visto in questo un ponte che ci viene da un passato storico, legato a una Patria lontana, a un presente reale che si unisce e ci affratella con un futuro pieno di progetti comuni che faranno che questo vincolo, addormentato con il passar del tempo, si svegli e cresca da oggi e per sempre.

Questo è il programma, di tutti quelli che formano questa Commissione , che sempre è stata aperta alla partecipazione, continuare, lavorare affinchè ogni giorno ci sia un passo in più che ci avvicini a Voi, carissimi fratelli, e con il nostro lavoro fare in modo che tutta la nostra comunitàandrà a conoscerli sempre più giorno dopo giorno.

Tanto grande è il nostro impegno che assumiamo davanti a voi, davanti alle autorità presenti, e di fronte al nostro paese, che abbiamo inviato una nota al Signor Governatore della Provincia di Santa Fé richiedendo que l’ultimo fine settimana del mese di Settembre , e a partire dall’anno 2008, Llambi Campbell sia sede della FESTA REGIONALE DEI GEMELLAGGI, Festa che convocherà tutti i Municipi e comunità della nostra regione e della provincia per scambiare esperienze, e fare uniti un cammino che si aiuti a mantenere vivi gli ideali che in ciascun luogo hanno dato vita a questi accordi.Non voglio terminare senza ringraziar tutti quelli che hanno collaborato affinchè questo sia una realtà. Il Comune locale che ha fatto suo questo proggetto e lo ha appoggiato fin dalle sue origini, le istituzioni intermedie, i media della comunicazione, la gente di buona volontà a la comunità tutta in generale.Per ultimo desidero dire alla mia Comunità che la vita ci sta dando delle opportunitàe se abbiamo opportunità è perché siamo vivi.

A ciascuno di noi sta decidere come vivere, guardare la vita che passa al nostro fianco, o mettendo la mano al lavoro ed all’impegno solidario, dove molte vole non si vedono i frutti, però è solo questione di tempo.

Questo è un fatto storico nella nostra vita viviamolo con allegria, con emozione, siamo protagonisti, questà è una opportunità che la vita da a ciscuno di noi.

Ai miei fratelli italiani, un abbraccio a nome di questo gruppo e di ogni persona della nostra comunità. Voglio che sappiate che serberemo nel nostro cuore il ricordo di questi giorni che non si cancellerà nemmeno con passare del tempo.

30 Settembre 2007 - Il discorso di Giuliano Fauro

a nome degli abitanti di La Cassa

Fratelli, è una grande emozione per Giovanni Autina e Signora Margherita e per me essere qui, in questo bellissimo paese di Llambi Campbell che abbiamo conosciuto attraverso il sito internet e le foto satellitari, e mi è difficile esprimere quello che sentiamo nel profondo dei nostri cuori, ma ci sentiamo molto vicini a quanto scrisse a suo tempo Mario Sosa, nella sua "pequeña istoria de mi pueblo".

Io non sono un parlatore, non mi piacciono i discorsi, preferisco l’operare, tuttavia ritengo giusto in questa occasione dire due parole in rappresentanza della nostra gente.

Innanzi tutto Vi porto il saluto e l’abbraccio più affettuoso del nostro Sindaco Giovanni Nepote e di tutta la gente di La Cassa mentre ci auguriamo che questa sentita cerimonia si possa ripetere un giorno non troppo lontano, nel nostro Municipio.

Fin dal momento del primo contatto che ho avuto in Internet con Raul Munaretti ho sperato che si avverasse il giorno di poter essere qui, passeggiare per la piazza e le diagonali, visitare la vostra Chiesa ed il vostro Municipio, il Centro culturale i cui disegni esterni mi hanno particolarmente colpito, essendo un appassionato della civiltà Incaica, e la proposta di Gemellaggio della Sig.ra Fruttero non ha fatto che accrescere in me il desiderio di questo incontro e di questo avvenimento.

Come mi ha scritto una volta Raul, se il Gemellaggio è un vostro sogno di contatto con quei parenti che i Vostri Bisnonni e nonni hanno lasciato in Italia e con i quali avete perso i contatti, il nostro sogno invece è attraverso il Gemellaggio con Voi, onorare tutti quegli Italiani che si sono sparsi nel mondo ed hanno portato in alto il nome dell’Italia , la grande voglia di lavorare delle loro braccia, coloro che sono fuggiti davanti alla fame creata dalle guerre e dalle dittature che hanno semidistrutto l’Europa. Molti di loro anche hanno contribuito a fare grandi e per alcun verso ricchi, alcuni paesi dell’ America.

Ho portato con me un video del nostro paese, con i saluti del nostro Sindaco per tutti Voi, riporterò con me in Italia un video di Llambi Campbell per ricordare nel tempo il grande entusiasmo ed affetto, la grande organizzazione con le quali ci avete attesi e ricevuti, per tenere vivi nella memoria i vostri volti, le vostre parole, la vostra musica e la vostra vita.

Era nostra intenzione portare con noi molte cose per farvi conoscere il nostro paese ma il problema della limitazione nel peso dei nostri bagagli non ci ha permesso di portare con noi tutto ciò che avremmo desiderato, ci sarebbe voluto un volo charter, tuttavia qualche piccolo ricordo siamo riusciti a portarlo e dopo provvederemo a consegnarlo.

Chiamiamolo un segno del destino. Molti di Voi provengono originariamente dalla provincia di Vicenza e precisamente da Montorso, paese che conosco bene perché vi sono stato molte volte per il mio lavoro ed anche perché è sulla strada dei Castelli di Giulietta e Romeo, ai quali più volte ho accompagnato amici e visitatori stranieri, anche Argentini, ma questa provincia è anche quella di origine della mia Famiglia che è di Bassano del Grappa, a circa 30 km da Montorso, e per quelli che invece hanno origini Piemontesi, che riconosco dai cognomi, mi piace dire come il Piemonte abbia accolto bene me e la mia famiglia permettendoci una vita di sufficiente benessere, con molto lavoro, e dando ai miei figli ampie possibilità di una buona vita, di conoscenza e di attività. Il qui presente Giovanni Autina è un bell’esempio della vitalità e della volontà di lavoro dei Piemontesi.

Quindi come potrete comprendere il nostro desiderio di essere qui con voi oggi è molto intenso e ci ha permesso di superare le molte difficoltà economiche e burocratiche che via via si sono presentate in questo ultimo anno di preparativi.

Conoscere, sapere, capire è l’imperativo dei nostri giorni, della globalizzazione, del mondo che corre sempre più veloce e di chi si ferma è perduto, tagliato fuori, fagocitato dai media e dai paesi più ricchi, per questo dobbiamo essere sempre più attenti a ciò che avviene dall’altra parte del mondo, ed attenti all’erba del vicino che è sempre più verde. Dobbiamo preparare un destino migliore per i vostri e nostri figli, lasciare una eredità che sia foriera di sempre maggior benessere, e questo si ottiene con la reciproca conoscenza e collaborazione; l’amicizia è una ricchezza ed una opportunità.

Oggi grazie alla lungimiranza ed alla benevolenza del nostro Sindaco, Giovanni Nepote, il cui nonno è stato anche emigrante, stiamo varando un Gemellaggio di così grande importanza , che è come una nave, che dovrà percorrere lunghi anni di amicizia e collaborazione affinché possiamo guardare al futuro con occhi più sereni e colmi di fiducia reciproca.

Devo tuttavia riconoscere che l’entusiasmo che traspariva dai contatti con Maria Stella Fruttero , con Raul Munaretti, con Silvana della Radio, con Marta Goralski, con Natalia e con i bimbi delle scuole ha contribuito non poco al nostro desiderio di essere qui oggi con voi, in Argentina, e conoscere il vostro bellissimo paese, le vostre tradizioni, il lavoro della vostra gente, che racconteremo con dovizia di particolari alla nostra gente in Italia.

La grande dimostrazione di organizzazione che ho potuto apprezzare sin dal momento che abbiamo cominciato a parlare di Gemellaggio, quasi presi in braccio dal vostro calore e dal vostro affetto, mi ha fatto scendere qualche lacrima di emozione, come il giorno che sono arrivato alle cateratte di Iguazù nel lontano 2001, per questo spero che i nostri compaesani vi accoglieranno con la stessa affettuosità quando ci farà visita una delegazione di Llambi Campbell per ratificare il Gemellaggio.

Noi porteremo sempre nei nostri cuori la bellezza di questa terra, la dolcezza della vostra gente, l’incanto della vostra musica .

30 Settembre 2007 - Una poesia di Cristina Fruttero

MI PUEBLO

Extendido, expectante,
buscando un norte tibio
y un sur lejano
descansando de espaldas
sobre el rio Salado
està mi pueblo.
Testigo eterno del nacimiento del sol
Concreto en sus campos de trigales,
Celeste en sus linares
Poderoso en sus extensos maizales,
Identificado por su tierra prodiga.

Mi pueblo
Callado en el vuelo de bandadas de aves
Sonando en el campanario de la Iglesia
Retirado a la oracion,
atardecido en su multiples hogares
madrugado en su sonidos metàlicos,
latiendo en sus lugares de trabajo,
lo conozco en su aroma a cereales,
en la musica festiva de los ninos
en la aleteancte Juventud que se queda
en los hombres que luchan
y en la memoria de los que esperan.

Mi pueblo..
Lo encuentro, de pronto, en la nostalgia
Y emprendo su camino diagonal
Desde mi pecho a su plaza
Donde late la ninez
Envuelta en el eco de las fiestas patrias.
Se me ocurre seguir con la mirada
Sus timidas esquinas, su cuadra encrucijada
Donde pierde el sentido un viajer extranado
Y corro sus veredas, como en mi adolescencia
Y repito su nombre en todas las distancias
Para que todos los sepan.

Mi pueblo
Lo pienso,de lejos, en la historia qu rueda
Desde sus antiguas calles polvorientas
Y me invaden sin quererlo, de repente,
Murmullos de ancenstrales voces indias,
Y rumores de aquellas otras, gringas.
Acaso, algun secreto de aquella viejas voces
Se mezcla en el silencio oscuro de sus noches.
Acaso, los que eran se citan en un verso
Y me nace este canto, me nace desde dentro
Llambi, es impossible callar lo que yo siento
es imposible callar todo lo que quiero

Cristina Fruttero



IL MIO PAESE

Esteso, in attesa
Cercando il tepido nord
Ed un lontano sud.
Riposando le spalle
Sul Rio Salato
C’è il mio paese.
Eterno testimone del sorgere del sole
Concreto nei suoi campi di frumento
Celeste con i suoi lini,
forte nei suoi estesi campi di mais
noto per la prodiga terra.

Il mio Paese
Silenzioso nel volo degli uccelli
Suonando nel campanile della Chiesa
Concentrato nella preghiera
Con i tramonti nei suoi numerosi focolari
Svegliato dai suoni metallici,
con il battito dei suoi posti di lavoro.
Lo conosco nel suo aroma di cereali
Nella festiva musica dei bimbi
Nella brillante gioventù che rimane
Negli uomini che lottano
E nella memoria di quelli che sperano

Il mio Paese
Lo incontro, all’improvviso, nella nostalgia
E comincio il passeggio nella diagonale
Dal mio petto alla sua piazza, dove rumoreggia l’infanzia
Coinvolta nell’eco delle feste patrie.
Mi viene in mente di seguire con lo sguardo
I suoi timidi angoli, le sue incrociate strade
Dove si perde il senso del viaggiatore stupito
E percorro le sue vie, come nell’adolescenza
E ripeto il suo nome in tutte le distanze
Affinché tutti lo conoscano.

I mio Paese
Lo penso da lontano,nella storia che si ripete
Dalle sue antiche strade polverose,
e m’inonda senza volerlo, di repente,
mormorio di ancestrali voci aborigene,
e rumore di quelle altre, le gringhe,
Forse, qualche segreto di quelle antiche voci
Si mescola nel silenzio oscuro delle sue notti
Forse,quelli che erano s’incontrano in un verso
Così nasce questo canto, mi nasce da dentro,
Llambi, è impossibile non dire quello che sento
è impossibile non dire quanto ti desidero!

Cristina Fruttero

Una poesia di Elsa Vazques

SOGNARE

Quanta gente di questo paese, quanto tempo ha sognato!
Quante volte nella sua mente ha pensato
Oh Italia! Madre terra …..tanto lontana ..
Terra di generazioni passate,
pensare a Lei, è come guardare il cielo,
e vedere che è irragiungibile.

E la Gente sognava e sognava …..

Però un giorno questo sogno cominciò a dare frutti
Grazie alla tecnologia di oggi.
Tra video, comunicazioni e in particolare la gente.
Questa gente che motivata per un domani
Vennero a rendere reale un sogno…..
Perchè non solamente è necessario ricordare il sangue
Se non coloro che sappiano partecipare
Ed è partecipe di questa felicità.
Non potremo noi toccare con il piede
Questa Terra Italiana

Ma tutti dobbiamo ricevere questi fratelli que sono
La storia di un paese Italiano.
Che allegria! Che emozione! Che orgoglio!
Dargli in Benvenuto.
Per questo apriamo le nostre porte,
tendiamogli le mani.
Formeremo così tutti insieme un Gemellaggio.
Uniti per il passato, per il presente e pensando
ad un futuro que prosegiranno i nostri Figli, i nostri nipoti.
A Voi, grazie per essere qui,
sappiate che siete i Benvenuti,

Oggi, domani e sempre
Ed uniti, continueremo a sognare….


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