Gemellarsi significa innanzitutto costituire un rapporto stabile con un'altra realtà territoriale per uno scambio di esperienze in relazione ai diversi aspetti della vita della comunità e del governo locale. Il fine è di rafforzare i rapporti tra gli abitanti di queste due città e, non ultimo, promuovere una cultura di pace ed amicizia fra i popoli.
Un gemellaggio è un atto ufficiale, che viene firmato dai sindaci (o da loro rappresentanti ufficiali) sulla base di un accordo il cui testo viene autorizzato di volta in volta dal Ministero per gli Affari Esteri, alla fine di un percorso abbastanza articolato.
Ma, come è ovvio, un accordo così importante viene preceduto da un iter che, pian piano, rende più vicini gli abitanti dei comuni interessati, facendoli via via conoscere meglio e permettendo uno scambio sempre maggiore di esperienze, e che può passare attraverso tutta una serie di contatti a diversi livelli, che iniziano magari in sordina per proseguire poi in modo sempre più allargato.
Come è intuibile, spesso queste belle iniziative nascono da occasioni casuali, spontanee, portate avanti all'inizio da pochi entusiasti, e via via si allargano fino a convolgere un numero sempre maggiore di persone.
La Cassa sta iniziando questo percorso: ci sono state una presentazione al pubblico alcuni mesi fa, in occasione di una serata di cineforum al palatenda della pro-loco, una iniziativa di conoscenza a distanza via internet fra i ragazzi delle scuole elementari, e di recente alcuni cittadini lacassesi si sono recati (a loro spese) a fare visita alla comunità di Llambi Campbell, un paese argentino di dimensioni simili alle nostre, abitato in massima parte da discendenti di italiani, dei quali i piemontesi sono un buon numero.
I nostri concittadini sono rimasti alcuni giorni presso quella comunità, dove stati accolti più che bene, hanno visitato diverse realtà (famiglie, aziende, scuole) ed al termine hanno partecipato alla sigla un accordo di amicizia tra le due comunità, finalizzato al futuro gemellaggio. Non è certo un accordo istituzionale, ma è un bel punto di partenza per coinvolgere maggiormente le rispettive popolazioni in un percorso di questo tipo.
Ora attendiamo il ritorno a casa dei nostri concittadini, di sentire dalla loro stessa voce il racconto del viaggio e le impressioni che il popolo di Llambi Campbell ha lasciato loro.
Però sappiamo già che per la comunità di Llambi si è trattato di una visita molto sentita, un modo emozionante e commovente di rientrare in contatto con una terra, una lingua, una cultura che rappresenta l'origine delle loro famiglie, della quale i più hanno solo il ricordo dei racconti dei loro nonni, che la lasciarono in circostanze spesso dolorose e drammatiche.