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Storia - seconda parte

Tra il seicento e il settecento, si intraprendono importanti lavori di ampliamento alla Chiesa Parrocchiale di San Grato e alla Casa Comunale, situata negli immediati pressi. Anche la vecchia torre del castello, trasformata in campanile, e che minacciava rovina, veniva sopraelevata con una nuova cella campanaria tra il 1701 ed il 1703.

Nel dicembre del 1705 il paese viene saccheggiato dai Francesi, impegnati nell'assedio di Torino, che provocano ingenti danni a molti edifici, danni di cui il catasto del 1709 porta testimonianza. La fonte più consistente cui possiamo attingere notizie sul paese nel secolo XVIII, è la visita pastorale del Vicario dell'Abbazia Gabriele Ignazio Bogino; il paese è cosi descritto "il luogo di Caccia è diviso in molte borgate, che sono la Borgata del Piano di Caccia, la Borgata del Prato Longo, la Borgata del Colle di Giordanino, la Borgata del Trucco ossia del Colle di Miola e la Borgata della Vaude. Nella Borgata del Piano di Caccia si trovano riuniti, in forma di piccola cittadina, la chiesa parrocchiale, il castello dei Signori, la casa parrocchiale, la casa comunale, la cappella di San Rocco e alcune altre abitazioni di privati". Nel descrivere l'aspetto delle chiese, il Bogino tra le altre cose descrive gli affreschi della chiesa cimiteriale di San Lorenzo: "dietro l'altare c'è un abside dipinto con le immagini del Salvatore e degli Apostoli, immagini che denotano molta antichità" Un resto di questi affreschi, già molto antichi nel settecento, è oggi conservato nella sala consiliare del comune di La Cassa.

Intanto il vecchio Borgo del Basso si spopola lentamente a favore della più salubre Frazione di Giordanino: a metà del XIX secolo la frazione era già il nucleo più popolato di La Caccia (circa la metà degli 865 abitanti vi risiedeva). Un documento dell'archivio comunale del 26/5/1873 riguarda la "traslocazione" della sede parrocchiale in Giordanino; Da questo e da altri documenti, sappiamo che la vecchia chiesa parrocchiale di San Grato (e con essa la Casa Comunale ed il vecchio campanile sul colle della Torrassa) veniva in quegli anni abbattuta e il materiale recuperato per la costruzione della nuova chiesa parrocchiale nella Borgata Giordanino, su progetto dell'Ingegnere Giovanni Battista Cravesana, che ampliava la precedente cappella di San Tiburzio.
Dai documenti disponibili non sembra di dover riscontrare dei momenti traumatici precisi per precisare le cause dello spopolamento del vecchio nucleo del Basso. Le cause principali risiedono principalmente nella situazione igienica e climatica data dall'esposizione a mezzanotte. In realtà il vecchio borgo non si spopolò mai del tutto, ne' andò in rovina del tutto, perché l'antico mulino, già di proprietà dei Signori del Feudo, continuò a vivere e a lavorare per il paese, ed ancora oggi, sebbene non più utilizzato come tale, è intatto a tramandarci il ricordo di un insediamento scomparso, di cui è possibile trovare soltanto più labili tracce nei cumuli di macerie coperti di vegetazione.

A cura dell'ASSOCIAZIONE GRUPPO STORICO di LA CASSA
ASSAGGI di STORIA LOCALE

Per informazioni: gruppo_storico@comunelacassa.it


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