Alcuni nostri concittadini in questi mesi mi hanno espresso le loro perplessità
riguardo il fatto che il nostro Comune abbia una via intitolata ad Edgardo Sogno.
Dico subito, a scanso di equivoci, che quelle perplessità sono anche le mie.
Edgardo Sogno è persona decorata di Medaglia d’Oro al Valor Militare per
la partecipazione alla Resistenza con una sua formazione e per gli alti incarichi
ricoperti nel CLN Alta Italia. Successivamente ha rivestito incarichi diplomatici.
È però anche persona che -per sua stessa ammissione in un’intervista
pubblicata postuma- nel 1974 organizzò il "golpe bianco" contro
la nostra Repubblica, senza per fortuna portarlo a termine. Inoltre era iscritto
alla loggia segreta P2 (tessera nr. 786). Capisco le perplessità, almeno
di chi ha vissuto quegli anni difficili o di chi ha studiato un po’ di storia contemporanea.
Non credo nel nostro paese manchino persone illustri o eventi meritevoli dell’intitolazione
di vie e piazze, senza andare a cercare con il lanternino nomi "scomodi",
discutibili o anche solo inopportuni. Per questo –personalmente- trovo fuori luogo
la delibera della Giunta Comunale nr. 82 del 10 ottobre 2002 (a soli due anni dalla
morte di Edgardo Sogno) ad oggetto "denominazione strada interna di Via
Avigliana", approvata da Sindaco e Assessori del tempo senza il
minimo coinvolgimento dei cittadini né del
Consiglio Comunale che li rappresenta.
In attuazione di tale delibera con una
lettera alla Prefettura a novembre 2002 il Sindaco di tutti i lacassesi
chiedeva al Prefetto la deroga al divieto di intitolazione di vie a persone decedute
da meno di 10 anni riferendo che " questa Amministrazione è intenzionata
a denominare un nuovo tratto di strada comunale intitolandola al Dr. Edgardo Sogno,
medaglia d’oro al Valor Militare anticomunista premiato per la lotta al fascismo."
Una ben strana motivazione per coloro che nel 2005 abbandoneranno l’aula del Consiglio
per non votare la mozione "No all’equiparazione tra i combattenti per la libertà
e gli appartenenti alle forze armate di Salò" sostenendo che i consiglieri
comunali sono eletti per altri compiti e non per occuparsi di "questioni politiche".
Oltre ad essere cosa errata, la contraddizione è evidente, soprattutto se
si pensa a certi distinguo tra "amministrare" e "far politica"
sentiti negli anni provenire da chi nello stesso tempo firmava documenti come quello
già richiamato. Così come non deve sfuggire che nel nostro Comune
manca una via intitolata al partigiano Mario Zulian, caduto a pochi mesi dalla Liberazione
sulla strada di San Gillio mentre compiva il proprio dovere ed il cui cippo commemorativo,
dopo anni di abbandono, verrà restaurato dalla nostra Amministrazione.
In ogni caso, a novembre 2004 (dopo un sollecito inviato durante la breve Amministrazione Amateis) la Prefettura ha autorizzato l’intitolazione della via ad Edgardo Sogno, sovvertendo il parere della Deputazione Subalpina di Storia Patria. La delibera è così diventata efficace.
Non credo che cambiare ora il nome alla via sia una soluzione percorribile: obbligherebbe troppi cittadini a cambiare la residenza sui documenti e sui libretti di circolazione dei propri mezzi, a comunicare la variazione di indirizzo ad Enti e conoscenti, con costi e perdite di tempo. Onestamente penso che sia i nostri concittadini che l’amministrazione abbiano cose più impellenti da fare che occuparsi dell’intitolazione mascheratamente revisionista di una via, anche se condivido le perplessità manifestate da alcuni cittadini e non approvo il modo semiclandestino in cui ciò è avvenuto.
Per questo è importante che una cosa simile non accada più: nel Consiglio
Comunale del 27/6/2006 su mia proposta è stata approvata all’unanimità
una mozione che impegna l’Amministrazione a indire
"concorsi di idee" aperti ai cittadini per l’intitolazione di
vie, piazze, giardini, ecc...
Con successiva delibera della Giunta Comunale nr. 2 del 2/1/2007 (approvata dopo
aver convocato sull’argomento la Conferenza dei Capigruppo) sono state stabilite
le
modalità operative per la consultazione dei cittadini.
Un piccolo passo perché ognuno possa manifestare la propria idea, democraticamente.
Il Sindaco
Giovanni Nepote